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lunedì 17 ottobre 2011

Chapter 3: Coasts, seas and mastiffs (2nd Part)

Bear moved the hand on the handle of the sword. Immediately, the sound of various weapons drawn and crossbow pointed at him. 
"Are you sure to knock me out before I cut you in half?" Said the warrior with a raised eyebrow and slightly tilting his head. 
A roaring laughter erupted from Bradek's throat, who gave Bear a pat on the shoulder.
"I like this guy! Impudent and boaster like a drunken dwarf who doesn't want to pay the bill", jovially exclaimed. "What are you doing in front of my cave?" added suddenly lowering his voice, no longer smiling.
Bear swung his neck to peer into the cave behind him, where Requiem was sleeping out of sight. "I don't think there is your name somewhere".

mercoledì 28 settembre 2011

Chapter 3: Coasts, seas and mastiffs (1st Part)

Bear grabbed his partner, and supporting him, went into the woods nearby. Just a few hundreds meters from the village, he laid Requiem on the soft forest ground. He needed immediate care.
With clenched teeth Requiem pulled out the arrow from the wound, that copiously started bleeding. He dabbed it as best as he could and with the other hand searched in the bag to pull out a thin silver wand.
He leaned the wand against the wound and spoke a magical chant until he stopped bleeding, and the wound roughly healed up.

domenica 14 agosto 2011

Capitan Bradek!

Si cari lettori, dopo mesi dal preview postato sul leggendario Capitan Bradek, oggi finalmente viene postata, in tutto il suo splendore, l'illustrazione definitiva sul goliardico avventuriero dei mari...Godetevela!


(l'immagine potrebbe risultare troppo epica rispetto l'originale...per eventuali reclami contattare il master!)

mercoledì 20 aprile 2011

3° Capitolo: Coste, mari e mastini. (2° Parte)


Fatevi dare un consiglio umili mortali:
Se mai uno dei vostri lacchè vi suggerisse di saccheggiare- invadere- depredare una suddetta regione SOLO per il fatto che è abitata da insulsi contadini... ecco non dategli retta.
Anzi impalatelo sul posto che è meglio.
Ma è mai possibile, dico io, che frotte, dico FROTTE di avventurieri vogliosi di combattere il  MALE si incaponiscano per difendere un campo di grano!!
Per cosa poi.. passare alla storia? Si certo.. quella remota però.
Ora che sono tornato possiamo continuare la storia da dove l'avevamo lasciata.
Spero che l'attesa ne sia valsa la pena e che rimarrete felicemente inzuppati di sangue dalla narrazione... in senso figurato naturalmente...
Ringrazio anche la mia dolce metà Arendil che ha avuto l'ardire di aiutarmi a sistemare le cronache.


Ora godetevi la lettura mentre vado a togliere pezzettini di budella di paladino dalla mia mazza ferrata numero 12.
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Bear mosse una mano sull'impugnatura della spada, subito lo scricchiolio di armi estratte e diverse balestre gli furono puntate addosso.
"Siete sicuri di riuscire a farmi fuori prima che vi tagli in due?" Chiese con un alzata di sopracciglio il guerriero inclinando leggermente la testa.
Una roboante risata eruppe dalla gola del capitano Bradek che diede una pacca sulla spalla a Bear 
"Questo tipo mi piace! Sfrontato e sbruffone come un nano ubriaco che non vuole pagare il conto." esclamò gioviale "Cosa ci fai davanti alla mia grotta?" Aggiunse abbassando di colpo la voce senza più sorridere.
Bear ruotò il collo per scrutare la grotta alle sue spalle dove nascosto alla vista dormiva Requiem. "Non mi pare ci sia il tuo nome da qualche parte."


All'interno il frastuono aveva svegliato l'insensibile uomo distogliendolo da un sonno senza sogni. Con calma iniziò a rimettersi l'armatura, la puzza dei guai ormai la poteva sentire a leghe di distanza. Il suo sguardo corse alla statua rubata e ancora ben avvolta nel mantello di Bear, chissà cosa poteva farci.
Venne interrotto nei suoi pensieri da dei passi, due uomini entrarono nella grotta. Requiem sguainò la spada con ancora parte dell'armatura slacciata e a terra. "Fermo amico! Abbiamo parlato con il tuo compagno qua fuori. Dobbiamo prendere della roba." Disse il primo dei pirati alzando le mani per far vedere che era disarmato.
Un sopracciglio si alzò sulla fronte del chierico che con un cenno della spada diede via libera ai due uomini che senza più considerarlo andarono sul fondo della grotta e con l'aiuto di una piccola vanga iniziarono a scavare sbuffando per lo sforzo. 
Finita di indossare nuovamente con calma l'armatura uscì raggiungendo le voci e le risate roboanti che giungevano. 


"Ah Requiem eccoti finalmente! Questi è il capitano Bradek, siamo incappati in suo deposito e sono riuscito a contrattare un passaggio via da qui." 
Bear ancora seduto a gambe incrociate fece un cenno al vicino pirata che stava ancora ghignando per chissà quale battuta che il guerriero gli aveva appena raccontato. Questi si alzò e allungò la mano verso il nuovo venuto. 
Requiem fissò con ciglio altezzoso la mano, guardando poi in faccia il capitano. "Se..." Fu il suo unico commento, ignorando completamente la mano si rivolse al compagno di disavventure. 
"Quindi quando partiamo? Voglio allontanarmi il prima possibile da qui."
"Bhè... Appena i miei uomini avranno tirato fuori le casse partiremo." Rispose Bradek con un tono incerto e vagamente confuso per la scena appena avvenuta. Si guardò un attimo la mano e se la pulì nella giacca. 
"E posso sapere voi chi siete e di che cosa vi occupate? Sapete mi piace sapere chi faccio salire sulla mia nave..." Con lo sguardo sporgente frugava Requiem totalmente ricoperto dall'armatura e armato.
Venne fulminato con lo sguardo e con il tono più velenoso possibile gli rispose "Per quanto le interessa sono Requiem e sono in viaggio, un viaggio  spirituale diciamo..." 
"AH Sì bhè chiarissimo! Certamente, certamente... Ah ecco i miei uomini!" Si girarono a guardare i due uomini uscire con delle casse di legno sottili, sfruttando la distrazione dell'ombroso chierico Bradek sussurrò all'orecchio di Bear "Accidenti te ne vai in giro con un santone? Attento che è gente strana, fattelo dire da uno che ne ha viste di robe strane!"
Bear sorrise alle parole del nuovo amico "Fidati ne sappiamo parecchio di faccende strane."


La scialuppa venne rimessa in acqua e dopo due viaggi si trovarono tutti sulla nave. Requiem, Bear, la statua e ovviamente Renato.


DM:Vuoi davvero portarti il cavallo su una nave?
Bear: Certamente! Non lo lascio qui. Può servire...
DM:Su una nave? Un ronzino?


La nave era un brigantino a due vele lungo una ventina di metri per quanto potevano vedere. Era in buone condizioni e abbastanza pulito. Sul ponte a parte loro e gli uomini arrivati per tirare su le casse non c'era nessuno ed era tutto calmo. 
Bradek iniziò ad urlare degli ordini ai suoi. Una serie di termini marinareschi intervallati da tanti di quelle imprecazioni e insulti da confondere totalmente le idee. 
"Andate pure a riposare. Ci mettiamo subito in viaggio." Gli consigliò il capitano stappando una bottiglia di liquore e tracannandone metà tutta di un soffio.
Scesi sottocoperta si trovarono nel caos più totale di barili, casse, funi e vele ammonticchiati in giro con corpi dormienti nelle posizioni più strane nel tentativo di trovare un comodo posto per dormire. Si fecero strada in tutto quel casino trovando un posticino tranquillo, praticamente a prua della nave.
Bear raggruppato un pò di tela e cordame ci sprofondò sopra iniziando subito a russare rumorosamente. Requiem intuì che toccava a lui montare la guardia, non si fidava certo dei pirati e men che meno di Bradek. Ma prima aveva un paio di cose da fare. 
Mettendosi in ginocchio nell'angolo più estremo iniziò ad intonare oscure parole che gli salirono alle labbra automaticamente come se le avesse sempre pronunciate, anche se non le rammentava. Nella sua testa ombre di potere si allargarono fino a metterlo in contatto con il suo dio, Namened. Un sorriso increspò il viso dell'uomo al sentire il fluire del potere in lui direttamente proveniente dal suo signore. Quando ebbe finito le orazioni i suoi occhi si schiusero con nuove scintille di malvagità sul mondo. 
E la prima cosa su cui si posarono i suoi occhi fù la statua trafugata. Alzando la mano e muovendo le dita con scatti secchi e irreali l'icona sacra di Medo si plasmò all'istante sotto i suoi occhi. Il candido marmo ribollì diventando nero e grigio. La figura dell'angelo sfigurò in una creatura orribile, il volto contorto in un espressione di odio e dolore, gli occhi due buchi neri dallo strano bagliore rossastro. Le ali di piume ora due propaggini rinsecchite e artigliate. 
Il chierico oscuro ammirò la sua opera. La prima di molte si ripropose.


Il resto della notte passò lentamente accompagnato dallo scricchiolare del legno dello scafo e dallo sciabordio dell'acqua, nonostante tutti i suoi sforzi requiem non riuscì a rimanere sveglio tutta la notte, ad un certo punto la sua testa ricadde sul petto accolta dall'oblio del sonno.
A destarli furono degli scampanellii lontani che man mano crebbero nelle loro orecchie fino a diventare dei chiari scampanacci seguite da grida, un frastuono proveniente dal ponte. Bear a torso nudo raccolse la sua spada senza pensarci andando verso le scale, seguito dal compagno che si attardò solo un attimo a coprire la statua orrendamente trasformata con un telo.
Usciti alla luce del sole si trovarono in mezzo ad un ponte nell'anarchia più totale, con gente che sbraitava ordini, prendeva armi o semplicemente imprecava. Ma c'era una costante, tutti guardavano in cielo con insistenza come a scrutare qualcosa. 
Anche Bradek guardava in cielo con una mano sulla spada al fianco e l'altra che reggeva il timone. Aveva un aria parecchio imbronciata, quello oppure erano i postumi di una sbornia pesante.
"Abbiamo compagnia." Proferì con voce roca continuando a guardare il cielo. Decidendosi loro stessi a guardare in alto, per un minuto non videro nulla a causa della forte luminosità esterna. Poi all'improvviso riuscirono a distinguere cinque figure alate che placidamente sorvolavano in circolo la nave. 
"Vi preoccupate di qualche uccello?" Chiese Requiem con un sopracciglio inarcato. 
"Quelli sono almeno duecento piedi, sono dei grossi polli se li distinguiamo da qui."
Un grugnito fù la risposta concisa di Bear. 


I puntini si mossero, iniziarono a compiere dei giri sempre più larghi fino a che non si gettarono in picchiata sulla nave. Man mano che si avvicinarono riuscirono ad identificarle come delle aquile giganti, maestose e fiere, con un carico sulla schiena, delle figure saldamente aggrappate. Virarono giusto in tempo per sorvolare il veliero e lasciar scendere i loro cavalieri che atterrarono con un tonfo sul ponte seminando il panico e iniziando a mulinare le lame. 
Erano figure rivestite di armatura completa che emanavano luce e il cui elmo mostrava le fattezze di un segugio, gli spadoni si alzavano e abbassavano quasi allo stesso ritmo mutilando l'equipaggio che tentava un impacciata controffensiva, al comando degli aggressori c'era un uomo con una pesante  armatura rilucente di luce e con un grosso simbolo di Medo sul pettorale. Salmodiò una preghiera che infiammò il martello a due teste che brandiva, voltandosi in giro con la testa scoperta e i capelli scompaginati dal vento, i suoi occhi incrociarono quelli di Requiem, un grido gli salì alla gola, una sfida accettata dal chierico di Namened con un cenno della testa.
Bear saltò giù dalla balaustra con un espressione omicida andando incontro al più vicino dei nemici, questi aveva appena trafitto da parte a parte un pirata e con un semplice voltarsi dell’elmo ne aveva fatto scappare un altro che piuttosto che affrontarlo si buttò fuori bordo. Sì voltò giusto in tempo per vedere un enorme lama incendiata tranciargli di netto un braccio. Sembro ululare di dolore o forse fischiare, luce sprizzò dal moncherino invece di sangue , sfilò la spada dal cadavere e aggredì Bear brandendo lo spadone con una sola mano. Il guerriero parò due fendenti al fianco destro e sfruttando uno sbilanciamento dell'avversario gli afferrò il polso gettandolo a terra, prima che l’altro riuscisse a difendersi l’enorme lama si piantò nel suo cuore.
Il corpo dell'avversario si dissolse in un esplosione di luce con un penetrante ululato di morte. Ancora ebbro di sangue Bear cercò il successivo avversario. Nel mentre Requiem era sceso con calma dal castello di comando per affrontare il suo avversario, nessuno si intromise non volendo incappare nell'ira dei due contendenti. Si misero in posizione di guardia con le armi alzate, il chierico di Medo con il martello pronto a caricare e mentre quello di Namened con lo scudo alzato e la spada davanti a se pronta a deviare l'attacco nemico. Successe tutto in un attimo, il nemico alzò il martello infuocato caricando e Requiem sibilò una parola di potere.


Requiem: Gli lancio addosso agonia.
DM: Ah sì? Va bene, ho un tiro salvezza sulla tempra ed essendo un chierico ha un ottimo bonus... roll...1
Bear: Allora li tiri anche tu ogni tanto!!!
DM: A quanto pare…


Il seguace di Medo urlò di dolore, lasciò cadere il martello crollando a terra, le mani e il volto si erano coperte all'istante di vesciche che sanguinavano e gli occhi si erano iniettati di sangue accecandolo e rendendolo completamente inerme. 
Gongolando dal piacere Requiem si avvicinò alla sua preda, era a pochi passi quando uno degli esseri intervenne frapponendosi tra i due e aggredendolo con la spada. Alzò lo scudo parando le sferzate che lo fecero indietreggiare, un colpo particolarmente violento gli aprì la guardia consentendo al suo avversario di ferirlo alla spalla. Di rimando ruotando sul piede destro Requiem riuscì a percuotere il fianco della creatura con la spada ma questa rimbalzò indietro inefficace. Imprecando sotto voce tornò in una posizione di difesa, gettò uno sguardo intorno per vedere dove era il suo grosso compagno. 
Sulla nave restavano tre nemici, uno impegnato con il chierico oscuro, uno che stava falciando i membri dell'equipaggio che tentavano in tutti i modi di scappare e il terzo che era impegnato in un duello ai ferri corti con Bear che lo aveva già ferito gravemente ad una coscia. 
Alcuni pirati che si erano disingaggiati dallo scontro scapparono verso gli alloggi della nave, le aquile però calarono in picchiata graffiando e squarciando con i becchi affilati, un poveretto venne alzato di peso per quattro metri prima di ricadere sul ponte con un tonfo secco.
Alcune aquile presero di mira anche i nostri antieroi calando in picchiata e cercando di artigliarli. 


Requiem: Aspetta, loro cercano di artigliarmi al volo?
DM: Sì.
Requiem: Con l'albero in mezzo? Voglio almeno un tiro sui riflessi per vedere se non ci si schiantano contro.  
DM: Va bene ma tanto sono agilissime... Roll 12, Roll 18 ,Roll 1...non ci credo, un aquila ci va addosso.
Bear: È sul ponte quindi?
DM:Evidentemente sì...
Bear: POLLOOOOOOOOOO!!!!
DM: Ma se stai affrontando un altro avversario!
Bear: Ah sì ...Roll... Roll... l'ho fatto fuori?
DM: (leggermente adirato) ...sì...
Bear: POLLOOOOOOOOOO!!!!

Nella delicata manovra per graffiarli al volo una delle aquile mancò Requiem di poco schiantandosi però contro l'albero maestro e cadendo scompostamente sul ponte, Bear vedendo quello che accadeva si diede una mossa smettendo di giocare con il suo avversario, schivato la successiva spadata sfruttò la maggiore portata del suo spadone per tranciargli le gambe con un colpo basso, l’essere di luce venne sollevato in aria dalla potenza del colpo per esplodere in una nuvola di vapore subito dopo. Alzando la spada sopra la testa compì un devastante colpo sull'aquila li vicino ancora non ripresasi dall'urto, sangue e piume volarono dappertutto mentre con gioia Bear urlava "POLLOOOOOOOOOO!!!"
Nel mentre il duello tra Requiem e il soldato di luce continuava con continui scambi di colpi, il chierico concentrato sulla difesa riusciva a parare quasi tutti i colpi e ne restituì anche un paio ottenendo però scarsi effetti. Spazientito lasciò cadere la spada, convogliò energia negativa nella mano che si ricoprì di un aura nera al successivo affondo della creatura extraplanare gli si gettò addosso colpendolo con la mano sul petto, una scarica di energia si scaricò sul nemico scagliandolo di qualche passo indietro..
Le aquile tornarono all'attacco eseguendo una picchiata, proprio in quel momento Bradek uscì fuori dalla sua cabina dove si era rifugiato all'inizio dell'attacco, in mano aveva un enorme balestra, anzi a ben vedere sembrava  proprio una balista. "PRENDETE QUESTO UCCELLI DEL MALAUGURIO!" Un dardo partì, il rinculo fu tale che Bradek venne proiettato all'indietro nella sua cabina sparendo dalla vista, trapassando a metà un aquila in volo che precipitò a peso morto in mare.
Bear aggredì il terzo nemico che si era appena disfatto degli ultimi resti dei pirati, fastidiosamente rimastigli incastrati tra i canini. Facendo appello a tutte le forze che gli rimanevano il guerriero con uno scoppio di energia aggredì l’entità di luce con implacabile e inaudita violenza incalzandolo fino a farlo sbattere contro il bordo della nave, qui lo fece letteralmente a pezzi facendo sgorgare fiotti di luce dalle numerose ferite.
L'ultimo avversario rimasto era riuscito a ferire lievemente Requiem altre tre volte iniziando ad esaurirgli le energie, stava per tornare all'attacco quanto la punta di uno spadone infuocato gli spuntò dal petto. Dimenandosi nell'agonia esplose in una nuvola di luce come gli altri. 


Requiem prese un respiro lungo e si rilassò guardando il suo compagno appoggiato alla spada guardarlo a sua volta con il fiatone. Un gemito gli ricordò che c'era ancora qualcuno vivo, il chierico di Medo ancora si contorceva sul ponte. Raccolta la spada Requiem gli si mise sopra scrutandolo con gusto maniacale. 
"Ho un bel progetto per te." 


L'ultima cosa che l'uomo senti fu la fredda lama trapassargli il costato, fù l'ultima cosa che senti in QUESTA vita.


domenica 17 aprile 2011

Capitan Bradek: Preview

Oggi il buon illustratore del blog, Andrea Guardino, vi propone una primissima anteprima del volto di Capitan  Bradek, il temibile corsaro in cui Bear e Requiem sono incappati! Presto avremo a disposizione un illustrazione completa e dettagliata del corsaro, ma per ora gustiamoci questo schizzo appositamente infiocchettato in stile "Evil Company"
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Today our good blog illustrator Andrea Guardino offers an early preview of the face of Captain Bradek, the fearsome pirate, in which Bear and Requiem stumbled! Soon we will have a complete and detailed illustration of the pirate, but for now let's enjoy this sketch in the perfect "Evil Company" style.

domenica 20 febbraio 2011

3° Capitolo: Coste, mari e mastini. (1°Parte)

Bear afferrò il compagno e sostenendolo si inoltrarono nel vicino boschetto. Appena furono a qualche centinaio di metri dal villaggio lo adagiò sul soffice sottobosco aveva bisogno di cure immediate.
Requiem con i denti serrati tirò fuori il dardo dalla ferita che iniziò a sanguinare copiosamente, la tamponò alla belle e meglio mentre con l'altra mano frugò nella borsa per estrarre una sottile bacchetta argentata.
La appoggiò alla ferita e formulo una cantilena magica, finche il flusso di sangue non si interruppe e il buco non si cicatrizzò in maniera rozza.

Requiem tirò un lungo sospiro ma la calma durò poco, il guerriero che scrutava il sottobosco vide dei movimenti. Sicuramente guardie del villaggio.
Lasciò il compagno ferito a terra e si mosse sulla sinistra per attaccarli sul fianco. Requiem si alzò con movimenti lenti raccogliendo spada e scudo. Alcune figure armate spuntarono nella boscaglia, sicuramente soldati del villaggio. Al vederlo caricarono mentre un paio di loro tirarono con l'arco. Le frecce sibilarono intorno al chierico e una si conficcò nello scudo mentre questi si preparava a ricevere la carica.
Delle urla sulla sinistra, Bear era arrivato, emergendo dalla boscaglia aveva afferrato uno dei tiratori per la testa e gliel'aveva spiaccicata contro un tronco per poi con una spadata sbudellare un altro soldato li vicino preso alla sprovvista.
Gli altri due avversari partiti alla carica cozzarono contro le difese del chierico, scalfendo appena lo scudo, una spadata schivò di poco il ginocchio destro e in risposta Requiem infilzò il nemico nella pancia lasciandolo rantolante a terra.
L'arciere rimasto scoccò due frecce in direzione del grosso guerriero che zigzagando tra gli alberi si stava avvicinando. Una freccia si conficcò in un alberò con un tonfo e l'altra nella coscia sinistra del bersaglio.
La gamba ebbe una convulsione ma Bear riuscì a non perdere l'equilibrio e anzi scattò rabbiosamente verso il tiratore impalandolo sulla lama e sollevandolo da terra che ancora si contorceva. Nello stesso istante Requiem si liberava del secondo avversario tagliandogli un piede e colpendolo alla gola con lo scudo.
"Dobbiamo andarcene di qui. Prima che arrivino altre guardie." Disse il chierico afferrando il cavallo e inoltrandosi nel bosco in direzione opposta al villaggio di Oson. Bear restò un attimo ad assistere al macello che avevano fatto ed ad ascoltare le urla provenienti dal centro abitato, quindi raggiunse il compagno.

Camminarono a spron battuto tutto il giorno, fino a sera, tenendosi lontano dalle strade e preferendo la lenta avanzata nei campi coltivati che potevano occultarli alla vista dei possibili inseguitori. Ma non videro nessuna creatura vivente, a parte un grosso uccello che notarono per un attimo sorvolare il cielo da molto in alto. Ma dopo pochi minuti passò oltre e non se ne preoccuparono ulteriormente.
Quando il cielo iniziò a calare all'orizzonte arrivarono alla scogliera della costa del drago a diverse miglia dal villaggio ormai. La terra finiva a strapiombo con un salto di almeno venti metri in un mare turbolento e che schiumeggiava sugli scogli appuntiti.
Ma la fortuna parve essere dalla loro. Notarono, quasi invisibile nel resto della roccia, una rozza scala che sembrava condurre alla riva rocciosa sottostante.
La discesa fù più complicata del previsto a causa del cavallo "Renato" che continuava a sdrucciolare sui rozzi scalini e ad impuntarsi. Alla fine spazientito, Bear lo sollevo di peso e lo portò giù.
Arrivarono ad un piccolo spiazzo proprio a ridosso della scogliera e trovarono una fenditura nella roccia che si allargava in una caverna comoda dal soffitto di terra battuta. Decisero di riposarsi lì per la notte.

Accesero stancamente il fuoco e Bear cucinò una zuppa con le verdure che aveva rubato nei campi. Requiem non volle mangiare, si tolse con calma l'armatura, controllò meglio le ferite e le fasciature quindi cadde in un sonno profondo.
Il compagno mangiò da solo la magra cena e poi uscì a fare la guardia, si sedette a gambe incrociate sulla sabbia con lo spadone sulle ginocchia osservando il mare illuminato dagli ultimi raggi del sole.
Tutto il mondo piombò nell'oscurità dal poco chiarore dato dalle stelle e dalla luna calante poteva al massimo distinguere i vicini scogli e vedere lo sciabordare dell'acqua. Passarono un paio d'ore e la stanchezza iniziò a farsi sentire, aprì e chiuse gli occhi per scacciare via il sonno. In quel battito di ciglia una luce si accese al largo. Immediatamente il sonno sparì sostituito dalla curiosità, stava per andare a svegliare il compagno quando decise che non ce n'era bisogno, nel caso ci avrebbe pensato lui.
Dopo un pò dalla luce al largo si accese un altra luce, più piccola che iniziò lentamente ad avvicinarsi ondeggiando sopra il mare. Passati una decina di minuti il rumore di remi arrivò alle orecchie di Bear qualche attimo prima che spuntasse la chiglia di una scialuppa.
Il rumore del legno che graffiava le rocce della riva ruppe il silenzio della notte, seguito dagli stivali degli occupanti che calpestarono la roccia. Bear non sì spostò di mezzo centimetro e quelli proseguirono e mettere in secca la barca senza notarlo, solo quando finirono e si girarono lo videro. Subito il metallo di alcuni dardi risplendette alla luce della lanterna puntati verso di lui. Con un ringhio uno degli uomini afferrò la torcia ad un altro e avanzò verso di lui fino a che non lo vide chiaramente.

Era un uomo sui trent'anni, con una barba folta e i capelli legati dietro la testa da uno spesso anello tranne una treccina che scendeva sul lato destro.
Il volto contratto in un'espressione di rabbia mista a divertimento era tagliato da tue cicatrici, una che scendeva dalla fronte andando al sopracciglio sinistro mentre l'altra partiva esternamente all'occhio destro percorreva la guancia e finiva vicino al labbro destro.
Al collo portava due collane, la prima di perle nere e la seconda formata da due monete, una delle quali, per quando poteva vedere alla flebile luce, raffigurava un corvo.
La lanterna tenuta con la mano destra era coperta da un lungo guanto mentre l'altra mano era poggiata comodamente sull'elsa della sciabola che portava.
Indossava una camicia bianca dal colletto largo e le maniche a sbuffo coperto da un gile di pelle. Una cintura dalla grossa fibbia e una sciarpa stretta in vita gli legavano i pantaloni lunghi e larghi che però non coprivano gli stivaloni in pelle.
L'uomo si chinò in avanti con la lanterna alzata guardando in faccia Bear.

"Grosso errore amico. Nessuno ruba al capitano Bradek."